Un anno chiave, il 2025.
Pur non avendo guadagnato chissà quanto, sono riuscito a coprire l’intero anno con soli lavori di scrittura, una cosa che nel 2024 – per soli due mesi, luglio e agosto, in cui in fretta e furia cercai un call center per pagare le bollette – non mi era riuscita, e che mi dà molto morale e molta continuità, che si traduce in maggiore professionalità e risultati migliori.
Nel punto più caldo dell’anno, quando si sono accavallate addirittura cinque commesse, sono un po’ andato nel pallone, mettendomi dei dubbi sulle mie attuali capacità. Non sono più un bambino, e certi carichi di lavoro non sono più sostenibili. Però è stato un momento molto utile, perché mi ha dato il polso preciso di quello che posso e non posso fare, e comunque se cinque lavori importanti contemporanei sono troppi, 1) col mestiere in qualche modo riesco a tenermi a galla, anche se con l’acqua alla gola, e 2) come il carico diminuisce un pochino torno a un’efficienza negli standard.
In un anno dove ho scritto e girato due documentari, ho lavorato da ghost a 3 libri, da coautore a un quarto, da storyteller per due grandi aziende, il lavoro più importante e di cui vado più orgoglioso è stato quello su me stesso. Dal 26 luglio ho smesso di fumare, subito dopo ho ripreso a fare attività fisica (footing prima, palestra poi) e ho cominciato un regime dietetico ipocalorico che mi ha fatto perdere 7kg, il tutto proseguendo il mio percorso di salute mentale.
Questa grande forza di volontà, che non esprimevo da molti anni – sto forse in piena crisi di mezza età? – oltre a portarmi risultati sul piano fisico, ha fatto sì che riuscissi a mettermi a lavorare al mio più grande sogno da quando ho cominciato a scrivere: un progetto letterario di ampio respiro, che sto portando avanti con grande entusiasmo. Non so quale sarà il suo destino editoriale, ma sicuramente per me rappresenterà l’opera della vita, nel senso che tra i vari pensieri messi in gioco nella sua scrittura c’è anche quello legato al fattore tempo, e se non me ne restasse abbastanza per scrivere altro posso considerare quest’opera un estratto, un condensato, di come intendo la letteratura, la vita, l’universo, rendendo eventuali opere successive auspicabili, magari più belle, spero attese con impazienza da un pubblico, ma sicuramente meno necessarie. Ho iniziato quest’estate, scarabocchiando parole in frasi quasi prive di senso per circa due mesi, nei quali ho riempito di nulla circa 200 cartelle. Ma è stato un nulla senza il quale non avrei rimesso in moto la macchina, rivissuto momenti, ideato passaggi, strutture, dialoghi, trovato la curiosità per fare ricerche e approfondire una miriade di argomenti. Di quelle 200 cartelle, ho potuto salvare sì e no una decina di pagine, su cui ho anche rimesso mano pesantemente, ma tutto è partito da là, e con costanza e disciplina – parole per me quasi comiche – comincio a vedere la fine del primo romanzo.
E’ anche per questo che, tra lavoro, modifiche nelle abitudini e nella forma fisica, progetti di scrittura personali, quest’anno ho trascurato in modo così evidente i progetti iniziati su questo sito l’anno precedente – podcast, racconti autopubblicati – e mi sono esibito come comedian una sola volta, a novembre.
E’ stato però un anno molto felice, perché mi ha mostrato i miei limiti ma anche le mie capacità inespresse e che temevo fossero andate perdute per sempre, e una forza di volontà che mi dice che probabilmente una nuova fase della mia vita è iniziata.
Per il 2026 mi auguro di proseguire con questo ritmo nel mio progetto letterario, piazzarlo con qualche editore in grado di valorizzarlo e crederci quanto me, girare come sempre qualche documentario con Guido, Stefano e Andrea e magari partecipare a qualche altro programma tv come autore, riuscire a guadagnare più che nel 2025, anche per poter viaggiare un minimo, riprendere con più regolarità a esibirmi in monologhi di stand-up, continuare palestra e dieta, portare più noci agli scoiattoli, non avere rimpianti, mai.

